Qualche decennio fa fui molto colpita da una frase dell’allora Cancelliere tedesco Willy Brandt; il celebre uomo politico – membro del Partito socialdemocratico tedesco –, non so se alludendo a una sua personale esperienza, sosteneva che i migliori esponenti del socialismo spesso da  giovani era stato ardenti maoisti, quasi che la maturità si facesse carico di smorzare e stemperare gli impulsi più idealisti ed estremisti.

Questa tesi ha continuato a trovare un posto nella mia memoria e sulla sua possibile verità ho continuato ad interrogarmi a lungo…

A lungo: almeno fino a quando, lasciati alle spalle i cosiddetti Anni di piombo, portati a conclusione i processi per sedizione armata e terrorismo, in Italia abbiamo cominciato ad assistere al cosiddetto Salto del fosso o alla strategia del Voltagabbana. In pochi anni capi storici della Sinistra hanno fatto perdere traccia di sé, si sono eclissati in un letargo silente, per ricomparire indossando una nuova pelle, un nuovo credo politico. Chi era sulle barricate della rivolta operaia e studentesca del ’68, è entrato nelle redazioni di testate giornalistiche non-proprio-di-sinistra, ha iniziato a lavorare negli studi televisivi degli odiati Padroni, si è trasformato in un quotato Maitre à penser del Capitalismo/Consumismo che dagli anni 80 ha avuto di nuovo completa libertà di azione nel nostro Paese.

Insieme al fin troppo evidente caso Ferrara, ve ne sono a decine che vivacchiano qui e là, augurandosi di non venir tanati; questi individui che ogni mattina conducono i figli a scuola in Mercedes CLS (a proposito, avete visto la pubblicità di questa vettura? Lo spot lo trovate su Youtube), che comprano Il Giornale andando in ufficio e, a chi glielo chiede, precisano di essere Cattolici, di aver ricevuto la Fede… Questi individui a me non stanno molto simpatici, anzi posso dire che li detesto, e seppure ho in testa la tesi di Willy Brandt – sino ad oggi – mi sono chiesta come era possibile stemperare le proprie idee al punto, non solo di rinnegare Mao, ma di passare addirittura nelle file del Padrone. E non solo per lavorare – come può accadere a un operaio Fiat, che pur non amando la famiglia Agnelli, è costretto per sopravvivere a lavorare nelle sue fabbriche – ma per appoggiarne e rinvigorire l’ideologia, le scelte economiche, le azioni politiche.

Già… perché per passare dalle barricate  della protesta sessantottina alla redazione de Il Giornale occorre fare un salto acrobatico, da veri funamboli.  Non è sufficiente essere scesi a patti con la propria coscienza, bisogna proprio averla svenduta, venduta al miglior offerente…

            Ma la mia riflessione si accompagna, ormai da anni, a un’ulteriore considerazione riguardo i due capisaldi delle dottrine politiche degli ultimi secoli in Occidente, e cioè Destra e Sinistra. Da qualche anno si è cominciato a sussurrare che queste due definizioni avevano perso significato, che non corrispondevano più a una reale esigenza – storica e sociale, e che quindi potevano essere accantonate. Sono stati anni nei quali noi, che avevamo assistito e partecipato al 68, guardando alle giovani generazioni non abbiamo potuto trattenere la nostra delusione, e ci siamo fatti carico di non essere stati capaci di passare loro il testimone della coscienza politica.

Abbiamo guardato, anzi, con orrore a questi giovani che affascinati dalla TV commerciale e dalle potenzialità tecnologiche, erano rimasti ipnotizzati chi dal Grande Fratello, chi da Amici e chi dall’MP3 a ciclo continuo nei timpani. Generazioni che non solo non sapevano chi era Martin Luther King, ma non dimostravano alcun interesse a saperlo.

Poi abbiamo toccato il fondo.
Cioè, quel discreto benessere nel quale in Occidente ci eravamo abituati a sopravvivere ha mostrato di essere una Bolla, di essere a rischio. Si è iniziato a parlare di Crisi e la Crisi alla fine è scoppiata.

            Voltata la boa dei Cinquant’anni non sono più disposta a credere alla bontà dell’essere umano (al Buon selvaggio di rousseiana memoria), e quindi non credo che le giovani generazioni si siano svegliate dal loro dorato torpore perché la loro coscienza… No, le nuove generazioni si sono issate sulle barricate, sono scese in piazza soltanto perché la Crisi ha messo in pericolo la loro vita tranquilla. So che questa mia affermazione è molto dura, ma poggia sulla Storia, non sull’ideale.

Sono scesi in piazza, dicevamo, e hanno sventolato le rattoppate bandiere rosse. Hanno cominciato a gridare slogan, ed erano slogan di Sinistra. Dunque si è recuperato, o almeno si è tentato di recuperare, quel vecchio bagaglio di lotta politica, con tutti i suoi annessi e connessi: i padroni, la lotta di classe, lo sfruttamento, i diritti calpestati, il capitalismo… Tutto ciò come se la Storia, nel frattempo, non fosse andata avanti, come se la fame nel mondo non fosse cresciuta, come se non esistessero i migranti, lo sfruttamento dei Paesi Terzi, come se nel frattempo non fossero nati i G7, i G20, ecc…

Qualcuno, tra l’altro, ha ricominciato a sventolare una parola come si trattasse di un totem. La parola è Sinistra, ma è tutt’altro che un totem, purtroppo.

Su Wikipedia leggo:
• la sinistra è una direzione relativa opposta alla destra e corrisponde al lato del corpo umano in cui ha sede il cuore.
• Sinistra è un termine generico per indicare uno schieramento politico di orientamento progressista, socialista, radicale, riformista o comunista.
• sinistra si dice di una cosa inquietante, minacciosa.

Non posso fare a meno di sorridere e di avvertire una punta di curiosità. E allora vado a leggere cosa c’è scritto a Destra:
• la destra è una direzione relativa opposta alla sinistra e corrisponde al lato del corpo umano opposto a quello in cui ha sede il cuore
• Destra è un termine generico per indicare uno schieramento politico di orientamento conservatore
• La Destra, partito politico italiano.
• destra si dice di una persona piuttosto abile, capace, astuta.

E ora facciamo un confronto all’americana:
• Sinistra è un termine generico per indicare uno schieramento politico di orientamento progressista, socialista, radicale, riformista o comunista.
• Destra è un termine generico per indicare uno schieramento politico di orientamento conservatore
Ma ancora:
• sinistra si dice di una cosa inquietante, minacciosa.
• destra si dice di una persona piuttosto abile, capace, astuta.

Forse le definizioni di Wikipedia non tengono sufficientemente conto della storia, del sangue e del sudore di uomini e donne, della loro speranza e dei loro sogni, ma c’è che a una lettura oggettiva i termini sinistra e destra sono interpretati nell’immaginario collettivo in modo assolutamente diverso quando questi termini diventano espressione di un’ideologia politica. Ciò che per definizione è inquietante e minaccioso, cioè sinistra, quando passa a definire uno schieramento politico assume caratteristiche progressiste. Ma questo è logico?

Lo stesso capovolgimento accade con destra

E se poi guardiamo alle persone che oggi fanno politica nel nostro Paese, se guardiamo ai rappresentanti della Destra e della Sinistra, alle loro proposte, che corrispondenza troviamo?
E, tanto per fare un po’ di recupero culturale, vi ricordate la bella frase di Nanni Moretti, quella che invocava: “Dì qualcosa di Sinistra”?

Mi spiace, ma io non vedo, neanche se mi sforzo, una classe politica di Sinistra, così come non ne vedo una di Destra. Se uno schieramento politico di Destra è per definizione conservatore, perché mai dovrebbe fare delle riforme? Che strano partito conservatore interpreta la nostra Destra che promette di fare riforme, e che magari male, ma ogni tanto ne fa???

Forse, allora, faremmo meglio a togliere di mezzo certe definizioni arcaiche e guardare con più pragmatismo alla realtà che abbiamo davanti, ogni giorno e non solo entro gli stretti confini dell’Italia.

C’è il denaro, il totem dell’economia, del guadagno e c’è la persona umana, che non è né buona né a immagine del Creatore. Tra questi due poli si gioca la lotta per la sopravvivenza, una lotta nella quale all’inizio della nostra storia ci schieravamo per gruppi familiari e per clan, e nella quale oggi abbiamo preso l’abitudine a schierarci per bandiere e slogan. Ogni popolo sceglie una bandiera – c’è chi a composizioni complesse preferisce i colori in tinta unita, come l’arancione o il verde, ma il fulcro non cambia – e ammanta quella bandiera di significati alti, molto alti, troppo alti per il tempo di cui disponiamo in questa vita… Nella migliore delle ipotesi, se quella bandiera riesce a sventolare più alta delle altre, se a sostenerla ci sono i vincitori, a quelli capiterà una esistenza migliore, ma non è neanche detto. La vita migliore l’avranno, il più delle volte, coloro che avranno saputo farsi largo rispetto agli altri, coloro che al momento della vittoria avranno saputo accaparrarsi i posti di comando. La storia delle rivoluzioni umane è ricca di esempi a riguardo…

Allora, tornando al pensiero dal quale siamo partiti, quello di Willy Brandt, forse tra lotta dura e pura e atteggiamento democratico c’è la presa di coscienza che l’essere umano ha con il passare degli anni. Lasciandosi alle spalle i focosi anni della gioventù, egli si rende conto che alzarsi in una casa comoda e riscaldata, salire su una berlina di lusso insieme ai propri affetti più cari, prendersi cura di loro e quindi del proprio privato è quanto di più reale c’è nella sua vita. Da maoista a socialdemocratico può anche diventare una via breve, si resta pur sempre a Sinistra e si è in pace con la propria coscienza. Così come la Chiesa Cattolica ha interpretato gli insegnamenti rivoluzionari dell’ebreo Gesù, addomesticandoli. Ma se ci pensate, dopotutto Gesù è morto giovane, se anche lui fosse diventato adulto… Magari la sua rivoluzione l’avrebbe stemperata, o forse l’avrebbe addirittura riposta in un cassetto!

E’ una analisi cupa, questa mia, che davvero lascia poco spazio alla speranza… Lo riconosco… Non fosse per il personale e del tutto apolitico impegno di tanti esseri umani…
Infatti c’è un “ma” che può aiutarci…
Ma senza alcuna connotazione politica, senza uno schierarsi a Destra o a Sinistra, vi sono migliaia (milioni?) di uomini e di donne che ogni giorno reiterano il loro impegno di volontariato per aiutare gli altri. Dai Medici di Emergency agli anonimi missionari in terra d’Africa, dai volontari delle mille associazioni che cercano di prevenire la diffusione dell’AIDS a quelli schierati contro la morte per fame, per sete…

E’ a loro che penso, quando la caduta di certi totem (Sinistra e Destra) rende più difficile continuare a vivere secondo coscienza.  E ancora, è possibile impegnarsi per gli altri scrivendo, andando a recitare in carcere, organizzando cineforum nella periferia degradata: anche questo può ancora aiutarci a ritrovare un significato alto nell’incessante moto rotatorio del Pianeta azzurro.

 Flaminia P. Mancinelli
(2 febbraio 2011)

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