Basta accendere il pc, e in qualsiasi momento del giorno o della notte si accede all’agorà di Facebook, confidenzialmente FB.  L’agorà non ha quasi limiti (ovvero vi è il limite di 5000 amici, ma nessuno vi impedirà di creare altri account e con quelli moltiplicare, praticamente all’infinito, il numero dei vostri contatti virtuali sul social network più diffuso del pianeta), e mantiene ben visibili gli ultimi interventi pubblicati (postati!). Così andando sul web, a http://www.facebook.com,  si può raccogliere un’ampia messe di quanto si muove nell’aria che respiriamo.

          «Che aria tira?»  Una domanda alla quale si risponde in un attimo scrollando le pagine virtuali del social network…. Si passa dalla difesa dell’ultimo dissidente, che in una Nazione di cui non conosciamo neppure la collocazione geografica, rischia la pena di morte alla campagna per la difesa dei volatili in vista della riapertura annuale della caccia.

 –  A questo proposito apro una parentesi che ho ferma in gola da tutta una vita: ma come mai non si fa mai una campagna anti-pesca? Perché nessuno difende trote e merluzzi? Sono animali di serie B rispetto a tordi e beccaccini? –

             Così, se prima di accendere il vostro pc eravate alle prese con l’affitto di casa da pagare, la riunione con i professori di vostra figlia e la precarietà del vostro impiego part time, dopo siete subissati dalle tragedie del mondo. Neppure strapparvi i capelli uno alla volta sarebbe sufficiente per partecipare ad ognuna delle disgrazie, dei soprusi, delle ingiustizie delle quali apprendete l’esistenza.

la mia home page su FB
la mia home page su Facebook l'8 febbraio 2011

           E contemporaneamente alla trasmissione delle tragedie ecco nascere i comitati di opinione, i gruppi di sostegno, e le Causes che dalla vostra posta elettronica vi chiedono adesione.

          Un tam tam praticamente interrotto che trova quiete intorno alle due di notte e riprende circa alle sei del mattino. 4 ore di silenzio nelle quali, chi vuole, può comunque passare agli approfondimenti che tramite link su Youtube e altri siti moltiplicano le news.

           Non c’è dubbio che un livello simile di comunicazione sia fantastico, invidiabile, ma al tempo stesso crea un’inflazione, una iper-esposizione di quando accade sul nostro pianeta azzurro. Inoltre, visto che la pubblicazione è assolutamente libera e democratica, c’è un rischio di livellamento. Premesso che non ho assolutamente nulla contro tordi e beccaccini, è per quanto ridicolo porre sullo stesso piano la difesa della loro sopravvivenza e i temi della bioetica, e quindi il testamento biologico e il diritto dei malati terminali a rifiutare le cure…

           D’altra parte se uccidiamo, nell’indifferenza, tutti i tordi e i beccaccini che pianeta consegneremo ai nostri discendenti?

              Non c’è soluzione, credo. Le battaglie su FB sono l’esatta riproduzione di ciò che accade nelle nostre vite – se pago l’affitto non compro le scarpe a mia figlia né la iscrivo al corso di supporto di inglese – e nella vita degli Stati …

              Tendendo conto che le giornate di cui disponiamo sono comunque sempre di 24 ore, c’è una soluzione possibile?

 Flaminia P. Mancinelli

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