Loro sono in una bolla, una bolla immensa, come un’enorme bolla di sapone. La sua apparenza è sferica ma nel tempo è sottoposta a continue impercettibili mutazioni.Gli Insofferenti Non ha una forma determinata e lo schiacciamento dei poli, il dilatarsi del perimetro, la rendono incompiuta, mai definita o certa. E l’irrequietezza nasce da questa assenza di stabilità: una sfera che non può essere tale se non per un istante, e subito è altro. Un’indefinibile sagoma che si contrae e si dilata spostandosi nell’aria. E’ lucida, e su quella trasparenza brillante il mondo si riflette. Senza arrivare a penetrarla, a violare quella superficie liscia, perfettamente levigata, ma unicamente specchiando se stesso il mondo vi deposita una parziale impressione di sé. Il colore, i colori. L’azzurro il bianco. Il profumo, gli odori. Il sudore. Un precipizio, il vuoto. Il mare. Una bolla che accoglie tutti. Marco, Cecilia, Giulia, Massimo, Marina, Federica, Luca, e Domiziano, ma anche Francesco che ama Daniele e Annalisa che lavora in una web agency. E io e te. Così il mondo, il solito vecchio mondo col quale abbiamo confidenza, per effetto delle pareti oblique, ci appare diverso, quasi un altro mondo, comunque lontano, estremamente. E anche la vita, un certo tipo di vita almeno. 
Ma se alla bolla, e quindi alla sua natura, fosse assegnato un nome proprio, esatto, che ne spiegasse la sostanza e quindi l’origine, forse allora non avremmo più difficoltà ad accettarne l’esistenza. Ad esempio potremmo chiamarla Insofferenza, e quanti sono là, semplicemente, gli insofferenti.
Al suo interno l’aria è viziata, spugnosa, difficile da respirare, e capita ogni tanto di avere un po’ di affanno.
Annunci