imagesAvrei potuto scegliere un titolo con più appeal, ma va bene così, quanto scrivo NON ha pretese “letterarie”, chi ha tempo e voglia, chi mi stima leggerà lo stesso.
Avendo più di mezzo secolo sulle spalle mi permetto di scrivere pubblicamente quello che penso, fregandomene di amici o non-amici, di “mi piace” o di faccette  😦

Dunque, la tecnica che vi propongo è davvero molto semplice: leggete, in toto, la HOME di Facebook o Twitter, o del social network che preferite per qualche giorno.
Quanti?
Non c’è una regola, dipende da quante sono le vostre conoscenze, di quanta empatia avete nei confronti degli “altri”.

E poi chiudete la vostra connessione, e riflettete, rivedete nella moviola del vostro cervello quanto avete racconto, scorso, letto.
Cosa ne ricavate?
Denunce, dolore, superficialità, idee (ancora) orientate secondo i vecchi canoni e cioè di sinistra e di destra, e poi disperazione, belle immagini, sentenze e aforismi, battutacce volgari, ironie simpatiche, gli stralci di battaglie ideali e quelli di insulti, aspiranti poeti e scrittori fai-da-te, marketing e pubblicità: UN MONDO, il microcosmo di un social network, un microcosmo che ci offre uno spaccato “statistico” di umanità varia…
Un sociologo ma anche un antropologo, grazie ai social ha materia da analizzare e studiare, sulla quale costruire tesi, ma anche antitesi, sino alla notte dei tempi.
E noi? E io?
Io leggo e non capisco.
Non capisco proprio – o meglio lo capisco “fin troppo bene”…- perché ci si ostina a portare avanti questa infinita sequenza di battaglie individuali, senza capire che c’è una sola guerra cui tutte le battaglie singole afferiscono: la guerra del Diritto.
Il nostro destino di esseri umani è lo stesso, solo il modo in cui arriviamo in fondo è diverso, e la “diversità” (che può assumere diverse aggettivazioni, più o meno dolorose) è determinata dal Diritto.
Non esistono tanti diritti calpestati, ignorati, ridicolizzati.
C’è un solo Diritto, quello della Persona.
E questo è il primo “cent” di pensiero.
L’altro è la sua diretta conseguenza: lavorare insieme per costruire [visto che secondo me non si tratta di… ri-costruire, dato che non c’è mai stato in questo spicchio del Pianeta Blu!] il Diritto della Persona ci porterà “tutti” a stare meglio.
È ovvio che non sto promettendo la felicità formato discount per tutti noi, ma io sono convinta che con un Diritto “formato Persona” staremo meglio.
È il particolarismo (un modo raffinato per non dire “egoismo”) che ci dilania e ci condanna alla disperazione.
Pensateci, sono solo 2 cent di pensieri 🙂
Flaminia

5 gennaio 2014

Annunci