Una pensionata di 65 anni, in attesa della pensione (che non arriva a 350 euro), ha “rubato” tre pezzi di pollo e uno spicchio di formaggio in un supermercato di Trieste. Chiamati i carabinieri dal direttore, che non ha accettato dalla donna il rimborso immediato, è stata denunciata e rischia da 1 a 6 anni.

La notizia risale al maggio del 2013 e si unisce a quelle di cronaca di questi giorni che ci riferiscono di senzatetto picchiati e giovani accoltellati, ragazze violentate dal branco e suicidi di ogni condizione ed età, suicidi per esseredisperazione ma…

Ma per me questa è stata la goccia, quella famosa che fa traboccare il vaso…

Ho letto questa storia rilanciata su un social network e sono andata a cercarne conferma sul quotidiano Il Piccolo dove, purtroppo, l’ho trovata (segui link). Non c’è abitudine possibile all’orrore nel quale siamo precipitati, e a stupirmi c’è solo l’indifferenza, invece, con la quale vedo i miei connazionali inghiottire palta, stringere i denti e continuare ad andare avanti.

Giosuè, come ci narra la Bibbia, chiese a Dio di fermare il sole… Io vorrei fermare il Pianeta Blu, la nostra irrazionale corsa e andare a prendere per mano la pensionata di Trieste, solo per cominciare, e poi ognuno di coloro che è brutalizzato e violentato da questa nostra civiltà. Ma io sono quasi niente.

Vorrei che il signor John Elkan e il Signor Diego Della Valle, il signor Renzi e il signor Berlusconi, ma anche il signor Barak Obama e la signora Angela Merkel -perché questa civiltà smarrita non è solo del nostro Paese-, vorrei in pratica che tutti i Potenti, quelli che ogni sera vanno a dormire senza chiedersi se l’indomani avranno di che nutrire se stessi e i propri familiari, vorrei che questi “personaggi” si fermassero a ragionare sul luogo ove stanno trascinando la civiltà umana, sul senso che ha questa involuzione di valori e prospettive.

E non elenco i ragazzi che in Africa muoiono per estrarre la materia prima (il silicio) che fa funzionare i nostri cellulari, quelli che in Cina si suicidano per i turni di produzione alla Apple, quelli che in Arabia soccombono per i lavori in corso per le prossime Olimpiadi, per…

Io non sono niente, io -come dicono alcuni amici- so solo “giocare le parole”, e così provo a metterle in fila per condividere con voi il dolore che sento di non riuscire più a sopportare. Davvero, per me diventa sempre più difficile leggere le storie di questo pianeta.

Ma con queste mie parole io vi chiedo di non tacere più, vi chiedo di smetterla di ficcare la testa sotto la sabbia, perché domani non potrà essere migliore, non esiste una bacchetta magica che possa trasformare la realtà nella quale stiamo precipitando se continuiamo a ingoiare tutto questo.

Non mi importa niente -zero assoluto- delle ideologie e delle teorie del capitale, me ne frego delle strutture dei partiti politici e delle teorie economiche liberiste o keynesiane.

Io, ripeto, non sono nessuno, ma vi chiedo: che una storia come quella di una pensionata sorpresa a “rubare” un pezzo di formaggio, nella civilissima Trieste, non debba più scivolarci addosso nell’indifferenza e nel silenzio.
Flaminia

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