Stamani ho pubblicato un pensiero su un Social Network, questo è il testo:
«L’Italia è in pezzi, in Siria la guerra fratricida sostenuta da interessi economici e fondamentalismi, in Ucraina 100 Persone uccise in un solo giorno da forze del loro stesso Stato… Mentre in Africa si continua a morire di fame, di guerriglia, di…
Dobbiamo uscire dagli EGOISMI, dall’IO innanzi tutto.

persone
noi umani

Se quanto accade oggi fosse accaduto 20-30 anni fa i giovani europei sarebbero scesi in piazza.
Oggi c’è un silenzio assordante, le Persone sono ripiegate su se stesse, hanno perso la Speranza, sono Rassegnate.
Cosa avremo in Futuro? Riusciamo più a pensare a un Futuro possibile?
Questa Indifferenza, questa supina Rassegnazione mi dispera.»

A questo mio, ci sono state diverse repliche che vi ripromongo:

Gianni: “sono sopiti certi valori e ne prevalgono altri…..egoismo, conservatorismo, amore del privilegio, piacere superficiale della vita….meno cultura, meno dibattito, meno speranza perchè grande amore del presente… c’è troppa gente piena di danari, che ruba, che non ha etica sociale e personale….i modelli sono tutti orientati così….girare per milano in questi giorni con le sfilate di moda e vedere la gente che c’è…..capisci tutto…”
Marinella: “Quando sei disperato ti viene naturale ripiegarti su te stesso o dare sfogo alla tua disperazione. Ma c’è un’altra strada, cerchiamo di trovarla e

Rivolta del popolo ucraino (copy ADNkronos)
Rivolta del popolo ucraino
(copy ADNkronos)

iniziare a camminare”
Gianni: “sì certo….intanto di non perdere la trebisonda..di continuare a capire, a leggere, a interpretare, a giudicare…..”
Marinella: “a volte è difficile non perdere la trebisonda… ma bisogna farlo”
Gianni: “eh sì …hai tanta ragione…”
Nicola: “Secondo te chi vince Sanremo ? E cosa pensi dello scandalo medaglie nel pattinaggio danza a Sochi? Perché la mia vita e’ così piena di dolore fisico e morale individuale e cosmico cara Flaminia che non riesco ad accettarne e manifestarne altro. Sai che nessuno mi ha mai aiutato in questi 15 anni di lotta contro malattia e istituzioni come potete chiedermi di indignarmi… E troppi sono spremuti fino a dare solo amaro come limoni lasciati per mesi in frigorifero, esattamente come il sottoscritto.”
Marinella: “caro Nicola Gandolfi, non ti sto a raccontare quanto dolore,

Protesta lavoratori dell'Elettrolux
Protesta lavoratori dell’Elettrolux

amarezza, disperazione c’è nella mia vita… eppure mi indigno e mi indigno tanto e non smetto di lottare perché questo sistema cambi. Se accettassi di smettere di lottare, se accettassi di ripiegarmi nel mio egoismo, avrei smesso di vivere e mi resterebbe solo un atto da compiere”
Flaminia: “Vedi, caro -ma “caro” per davvero- Nicola che anche tu ricadi nella perversa legge dell’IO?
Non possiamo sempre finire in questo cul de sac, è così che come Umanità ci perdiamo.
Tu sai, per caso, quanto ha fatto Marinella (ed io in altro ambito) per tante persone “malate”? Neanche puoi immaginarlo. E senza aspettarsi niente in cambio, solo per 3 istanti di luce nello sguardo di chi stava per morire e non le avrebbe dato nulla in cambio.
La vita non è un DO UT DES, così come non è “occhio per occhio, dente per dente”; quelle erano le leggi dell’umanità nella sua alba. Poi l’essere umano si è evoluto.
Io non ti chiedo di indignarti, non l’ho mai fatto, non è nelle mie corde. Io

Sochi, Olimpiadi 2014
Sochi, Olimpiadi 2014

chiedo alle Persone di NON RASSEGNARSI e soprattutto di non piegarsi alla logica dell’IO.”
Marco Michele: ” Io parlerei più di demoralizzazione e di stanchezza. Credo si è “solo” demoralizzati e stanchi: stanchi di vedersi rubata sotto al naso la speranza da continui necrologi che, certamente, indignano ma oggi in maniera più silenziosa; forse perché non si hanno più parole per questo scempio.
Ovviamente sono incline al tuo ragionamento (sull’io e sull’egoismo), non c’è alcun dubbio!”

Questi i commenti [nel caso se ne uniscano altri, li inserirò] di amici o semplici conoscenti. Apprezzo la possibilità che le persone hanno di comunicare grazie ai social. Certo, da una parte, cresce a dismisura la quantità di informazioni che riceviamo ma, dall’altra, siamo messi nelle condizioni di “sapere”.
“Sapere”, avere notizia quasi a 360°.
Un tempo, quando io ero una ragazzina (i celebri anni Sessanta e Settanta) il range delle notizie era molto ristretto e ancor meno c’era data la possibilità di verifica. Come diretta conseguenza, ognuno cercava di farsi un’opinione, trarre delle conseguenze da quanto “sapeva”.
Poi è arrivata la prima “rivoluzione di Internet“, e mai nella storia della nostra civiltà si è potuto parlare così propriamente di “rivoluzione”. Molti, anche molte persone illustri e qualificate della mia generazione non quotano nel modo giusto il Valore del Cambiamento portato da Internet. Eppure proprio noi [quelli del Secolo scorso…sic!] siamo in grado di misurare la portata del Cambiamento.

Ma Internet ha in sé anche un rischio -gigantesco-, il rischio che concerne per essere chiari tutta l’Epoca del Digitale: il crash ma anche, più comunemente, la mancata storicizzazione. Questo, io credo, è un discorso lungo e

Dagherrotipo
Dagherrotipo

impegnativo che negli anni futuri ci coinvolgerà sempre più come Specie ma che qui vorrei solo accennare: conservare (e quindi storicizzare) il tempo che stiamo vivendo. Un tempo (almeno dai primi dagherrotipi in poi) le immagini della vita delle persone erano trasformate in testimonianze, così come le loro parole e le loro esistenze; è per questo che noi oggi ne abbiamo traccia.

E domani? Ma anche tra poche ore?

La situazione politico-sociale di questi anni è così complessa e sfaccettata che per i nostri nipoti sarà davvero difficile Capire.

Capire come mai un comico dal buffo nome (Grillo) che ricordava il personaggio scomodo della fiaba di un burattino di legno, pur con atteggiamenti tutt’altro che democratici, fosse riuscito a raccogliere il consenso di tanta gente disperata.

Capire come mai la maggior parte dei Politici veniva eletta in cambio di favori, e nonostante ciò otteneva l’ascolto degli organismi internazionali.

Sarà difficile per i nostri nipoti Capire come mai dopo tante Rivoluzioni (quella francese, americana, russa) la civiltà fosse tornata così repentinamente indietro, come un gambero impazzito. Tutti dimentichi dei fondamentali Diritti rivendicati e ottenuti in passato.

Nel titolo di questo Post ho citato tre argomenti [cui come minimo andrebbe dedicato un saggio ciascuno] Sochi o della Olimpiade dell’Omotransfobia, la rivolta popolare in Ucraina o del popolo seviziato dal suo stesso Stato, la minacciata chiusura dell‘Elettrolux (solo una delle migliaia di fabbriche a rischio chiusura), ma al posto loro avrei potuto mettere milioni (sì MILIONI) di altri argomenti che investono e travolgono i miliardi di Persone di questo piccolo Pianeta Blu. Ho scelto, ma possiamo aprire occhi/orecchie a tutto il resto.

Ma quello che “mi dispera”, come ho scritto, è la Rassegnazione, questa nostra Indifferenza che ormai tutto ci predispone ad accettare, oltre cui procediamo proni.
Mia madre, dopo un anno di agonia, quando percepiva le mie difficoltà ancora ricorreva alla Speranza, mi diceva con la voce arrochita dal carcinoma che la stava divorando: devi avere speranza.
E a me veniva in mente quel mito greco, che tutti abbiamo letto e di fronte al quale siamo rimasti stupiti: il mito del vaso di Pandora, che aperto e poi richiuso, di tutti i doni possibili lasciava alla nostra specie solo quello della Speranza.

La Speranza che hanno abilmente sfruttato le religioni e i politici nei millenni passati e ieri e oggi e che ancora ci getteranno, come polvere, negli occhi domani.
A chi tempo fa mi parlava della mia attività definendola “politica” e invitandomi a indossare una casacca, un simbolo, io ho risposto fino alla nausea: no, grazie. 
Perché? Perché io non credo serva indossare una qualsivoglia casacca per “fare politica”. Io sono una scrittrice -ed ho impiegato una vita e molto dolore già a riconoscermi in questo ruolo- e questo mi basta. Il mio lavoro è una “testimonianza”, una valenza “anche” politica, ma non è a caccia di altre investiture. E allo stesso modo ognuno di noi “fa politica” e, grazie ai social, incontra il “fare politica” di altri, siano essi portieri di stabili, architetti, operai o…

Noi siamo a un bivio e siamo nella condizione di poter scegliere.
Semplice o comodo è affidarci -per stanchezza, per comodità, per egoismo- a qualcun altro, demandare la coscienza acquisita a un grillo o a un velociraptor, riprendendo la nostra personalissima vita. Questa è una strada.
Ma d’altra parte noi possiamo scegliere di pretendere trasparenza, e

Lo Streaming del colloquio tra Mateo Renzi e Beppe Grillo del 19 febbraio 2014
Lo Streaming del colloquio tra Mateo Renzi e Beppe Grillo del 19 febbraio 2014

pretendere di esserci, e influenzare ogni scelta di coloro che “in prova” possono gestire la cosa pubblica per noi, i politici eletti.

Certo che è affascinante essere consultati via Web sul portale di Beppe Grillo: vuoi il Maggioritario o il Proporzionale? Vuoi che il 5stelle incontri il leader incaricato oppure no?
Ma poi… ma poi se i rappresentanti in Parlamento del 5stelle trasformano Montecitorio in un ring, prendendole e dando spintoni, a cosa si riduce il voto dato da noi?
Se Grillo va a colloquio con Renzi, e per 9 minuti -invece di aprire un confronto- dà vita a un exploit di inutile bagarre, a cosa serve che si sia ottenuto quell’incontro?

È per questi esempi, e per decine/migliaia di altri, che noi dobbiamo prenderci l’impegno di “fare politica”, che per come lo intendo io significa: dare mandato a Politici di mestiere [chi volete, qui non è più neppure questione di ideologie] [e con questo intendo Persone disposte a lavorare per lo Stato e quindi per la cittadinanza] ma verificare “costantemente” il loro operato.
L’altro giorno scrivevo che l’esempio del colloquio Renzi/Grillo in diretta Streaming doveva trasformarsi da evento episodico a quotidiana consuetudine. Io sono una cittadina italiana e voglio essere nella condizione di verificare se l’operato e le scelte di chi ho votato sono congrue al mio mandato. Questa oggi è per me, ma non credo solo per me, la Democrazia.
È inutile che ci prendiamo in giro, oggi grazie a Internet e alla tecnologia digitale, tutto questo è possibile. 

Noi non possiamo cadere nella Rassegnazione disperata, sarebbe un insulto a coloro che ci hanno preceduti, che hanno sacrificato l’IO per la comunità, che con pochi o nessun mezzo hanno combattuto contro il Golia del loro tempo. 
Almeno questo glielo dobbiamo, noi non possiamo noi non dobbiamo rassegnarci…

(21 febbraio 2014)

Annunci