Anni fa, quando i Social network erano ancora agli esordi, un’amica definì la piattaforma di Facebook come il Cortile sul quale affacciarsi.
A diversi anni di distanza non posso che continuare a dare ragione a questa metafora, e

come in tutti i cortili che si rispettano ci sono operose galline e stupide oche,

Underline di oggi 21/02/2014
Underline di
oggi 21/02/2014

attivissimi galletti e indaffarate papere, insomma un po’ di tutto.
Il mouse spesso scrolla più veloce dello sguardo e l’immagine (nell’età che più la celebra) spesso prevarica lo scritto… Oggi però -proprio su Facebook- mi è capitato di essere letteralmente bloccata da un’immagine rilanciata da una sconosciuta. Aveva raggiunto la memoria della pupilla come una folgorazione, e sono tornata indietro per cercare di capire.
Niente, chi l’aveva pubblicata l’aveva fatto senza aggiungere un commento, una spiegazione.

Ho scaricato l’immagine sul mio pc e l’ho osservata di nuovo con attenzione: non mi faceva ridere, tutt’altro; anzi, se devo dirla proprio tutta, era una fotografia estremamente drammatica e colpiva per quella frase che c’era appiccicata sotto:

Post su Facebook
Post su Facebook

“È morto combattendo”.
Tra parentesi aggiungo che non sono vegana e non riesco ad essere neppure vegetariana, e per di più il pollo (arrosto o allo spiedo) mi piace molto, eppure…
Eppure guadare questa immagine e leggere quella didascalia mi ha profondamente toccata e incupita.
E poi mi sono domandata che senso avesse postarla. Forse per l’autrice, ciò che per me era incomprensibile, era assolutamente evidente… Così sono andata a guardare la sua bacheca per cercare di capire i suoi “orientamenti” e quindi il suo punto di vista sul “pollo” e magari sulla vita…

Ho cliccato sul suo nome e ho scorso i post che lei e i suoi amici avevano pubblicato negli ultimi giorni: niente di imperdibile né di chiarificatore. Stavo per lasciare quella pagina, quando lo sguardo mi è caduto su un nuovo post,

Un altro post
Un altro post

di nuovo senza alcun commento c’era un rettangolo giallo che riportava un paio di battute tra un padre e un figlio.
Anche questo l’ho scaricato e ve lo propongo in lettura.

Qualcuno, intenzionato a dare maggior importanza a una persona che non ne merita affatto, potrebbe parlare a questo punto di transfobia latente, per me è solo un’evidente dimostrazione di idiozia, e la conferma che in un cortile insieme a papere e polli ci sono anche bipedi di altro genere che convien che razzolino… e basta.

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