Bene, lascio ai commentatori politici dei mille quotidiani, cartacei e online,

Underline di oggi 22/02/2014
Underline di
oggi 22/02/2014

l’analisi compiaciuta o distruttiva di quello che già in molti chiamano il Renzi I o il Matteo I, a seconda della posizione politica. Non credo che al momento potrei dire di più o in modo più ironico.
Vorrei, invece, concentrarmi, su un fatto forse secondario della giornata di ieri ovvero l’invio da parte del Primo ministro in pectore di un Tweet. Testualmente, Renzi ha scritto: Arrivo, arrivo! e lo ha fatto dalle segrete stanze, al di là di quella porta custodita dai due corazzieri, dove da giorni il Presidente Napolitano svolge la sua funzione istituzionale, come scritto sulla Costituzione.
A questo punto i commentatori di ogni livello e indirizzo politico, alzando il sopracciglio [destro o sinistro a seconda dell’indirizzo di cui sopra], hanno metaforicamente gridato: Apriti cielo!

CLICCA sulla foto  per leggere l'eretico Tweet
CLICCA sulla foto
per leggere l’eretico Tweet

Tralasciando il Toto-ministri e il prolisso bla-bla con il quale intrattenevano da ore (da giorni?) il pubblico degli astanti/ascoltatori, si sono gettati come iene affamate su quel gesto e sventolandolo come un trofeo -lo scalpo dell’odioso sindaco fiorentino- hanno gridato o sussurrato, berciato o bisbigliato, hanno comunque criticato in modo esacerbato il gesto. Alcuni hanno persino dato una descrizione cinematografica dell’accaduto, descrivendo Matteo Renzi che a colloquio con Giorgio Napolitano invece di seguire il protocollo si prendeva lo sfizio riprovevole di giocherellare con il cellulare…
Ecco, questi siamo noi: il popolo italiano…
Perché c’è poco da fare, quando si attribuisce tutta la colpa delle tragiche condizioni del Paese ai Politici che ci hanno governato forse si fa peccato di omissione, e peccato molto grave, dimenticando i commentatori e i giornalisti, i politologi e tutti coloro che da anni indirizzano le opinioni degli italiani, in una direzione o nell’altra, per me pari sono… Questi “signori”, spesso cariatidi ereditate dalla Prima Repubblica, che guardano in cagnesco la tecnologia digitale augurandosi che la tanto spesso ventilata e mai attuata agenda digitale resti nel cassetto di ogni futura legislazione… codesti begli esempi di zavorra intellettuale hanno subito puntato il loro dito indice sull’incauto Premier gridando allo scandalo o peggio al peccato originale che questi aveva appena compiuto: mandare una comunicazione su Twitter!!!!
Che tradotto avrebbe potuto suonare anche un Al rogo! Al rogo!
Non ho voglia né tempo di andare a ricercare sulle edizioni di oggi la condanna emessa ieri né tanto meno la certosina pazienza di incasellare gli Inquisitori, domani a questi della prima ora se ne aggiungeranno altri, perché il pubblico -si sa- è influenzabile, condizionabile, suggestionabile.

Io non amo Matteo Renzi. È una questione, come dire, di pelle. Sarà la sua personale biografia, sarà la sua storia, sarà il suo dire oggi Rosso quando ieri aveva detto Nero e dover mettere in conto che domani dirà, forse, Bianco… Sarà che, come il buon santommaso, io non credo se non vedo, e dei miracoli per sentito dire sono piene le storie del mondo, sarà che la politica come spettacolo che pare abbia ereditato dal suo celebre predecessore, Mr. B., a me non piace, sarà che se esamino i suoi programmi mi trovo davanti a una serie infinita di compromessi [e non venite a dirmi che “la Politica è compromesso”, perché la Storia è straordinariamente ricca di esempi che dicono il contrario…] e quindi di Grigio… Un esempio per tutti: la richiesta del Matrimonio da parte delle Persone omosessuali. Comunque la pensiate a riguardo, osservate il progetto Renzi: non è il Matrimonio auspicato che, invece, governi di tutt’altra collocazione politica hanno già concesso in ambito europeo e non solo. Quello di Renzi è un compromesso democristiano, che tanto avrebbero apprezzato e avallato i politici della Prima repubblica. E, infatti, sono proprio questi suoi connotati democristiani, questo suo immutabile DNA da catto-comunista (e mi spiace per Mr.B., ma il cromosoma comunista -all’italiana– è comunque presente in Renzi…) che me lo fa stare all’inizio del diaframma, senza andare né su né giù.

Ma tornando al tema, quello del Tweet eretico… Ma perché, mi domando, siamo così provinciali, così remoti e stantii? Perché mentre il mondo -seppur tra mille errori- progredisce, noi ci aggrappiamo a qualcosa di muffoso e vecchio come questo giudizio di condanna per un Tweet?
A breve, stando ai progressi della scienza e della microtecnologia, un essere umano sarà in grado di mandare un Tweet semplicemente formulando nel proprio cervello le lettere e pensando invia! Qualcosa di molto simile già accade per coloro che hanno arti artificiali collegati al sistema nervoso…
E allora?
Mi si sussurrerà, con tono da reprimenda, Ma non è etico!
Non è etico? Noooo?
E chi ha stabilito il costume (perché questa è l’origine etimologica del termine) corretto per un Premier, e a quando risale? E a quel tempo esisteva forse Twitter?
E poi, scusatemi, perché?
Perché mandare un Tweet, scrivendo Arrivo, arrivo! non sarebbe un comportamento etico?
È forse etico rubare, praticare la concussione, la collusione con parenti e malviventi, comprarsi mutande e rolex, quando non addirittura Suv a spese dei cittadini? E sospendo l’elenco solo per bontà nei vostri riguardi…
Matteo Renzi è, relativamente, giovane vista la media dei politici italiani, ed ha empatia con la gente. Avere empatia, in questo caso specifico, lo ha portato a immedesimarsi in coloro che erano al di fuori delle segrete stanze del potere italiano, a comprendere la noia di quella estenuante attesa e a mandare quindi un Tweet, una comunicazione che tradotta poi significava anche: Tranquilli, tutto a posto.

I commentatori, gli opinionisti e i giornalisti italiani lo vogliono lapidare per questo? O, peggio, hanno deciso di sfruttare questo gesto normale e qualsiasi del neo Presidente del consiglio per influenzare negativamente l’opinione del popolo su di lui?
Ecco, allora, a questo punto avrei un suggerimento del tutto disinteressato -ma molto concreto- da dare all’ex sindaco di Firenze: prosegua pure con le rottamazioni che crede, ma non si dimentichi di questi signori, questi opinion leader (sedicenti “giornalisti”) che rischiano per davvero di inficiare quel qualcosa di buono (tra le mille cazzate e le centomila cose Grige) che -forse- lei riuscirà a fare.
#Auguri Matteo & stai sereno!

Annunci