Circa un anno fa, con Marinella, lasciavo il Lazio per la Toscana.
La ragione?
Una proposta di lavoro nata da un contatto su un Social Network.
Come dice un antico proverbio, non si dovrebbero mai accettare le caramelle dagli sconosciuti. Verissimo, tant’è che, almeno una di queste persone, in realtà non era affatto una sconosciuta, anzi avevamo persino “amici comuni”…

Bene, arriviamo in Toscana e, dopo il classico panico da trasloco, installiamo i nostri PC (in attesa di quelli che ci sarebbero stati forniti per il lavoro da svolgere… Fornitura più volte garantita da uno dei soci, che qui chiameremo il Capitan Fracassa) e iniziamo a lavorare.
Chi conosce Mari e me lo sa: per noi “lavorare” significa davvero lavorare, senza orari e senza risparmio di energie. Così ci alzavamo la mattina e, tranne che per una breve pausa-pranzo, tiravamo dritte fino a sera, spesso anche dopo cena.
Già, perché il lavoro che ci era stato proposto era una specie di “tuttologia-omni-comprensiva”: andava dalla comunicazione a 360° all’editing, dalla realizzazione di Website [sia dal punto di vista tecnico che grafico che di contenuti] alle traduzioni di francese e inglese, dalla gestione di affitti di immobili [diversamente dislocati] alla riorganizzazione di ideologie (aspiranti) politiche, dal marketing alla pubblicità.
Un mondo.
Un mondo che i nostri datori di lavoro [il Capitan Fracassa, il Messia e la Profeta] non erano neppure in grado di valutare nella loro gigantesca entità, tanto sono abituati a considerare con superficialità e scarsa conoscenza ogni settore delle attività umane.
Di pari passo *loro* erano tronfi di arroganza e di superficialità, non sapevano fare nulla oltre che blaterare, afflitti tutti e tre da una logorrea devastante e nociva. E ovviamente consideravano ogni cosa (da fare immediatamente) come una cosa da nulla, la pretendevano già fatta per l’altro ieri e neanche apprezzavano la serietà e la professionalità dell’esecuzione.

Non siamo state retribuite per il lavoro svolto e in molti modi hanno cercato di eliminarci. Neanche riesco a chiamarle “persone”, la mia idea di Persona è altra.
Non mi interessa sapere il loro destino, di sicuro sono all’opera per perpetrare altre truffe, ma data la legislazione italiana, pur possedendo prove e testimonianza di persone che potrebbero inchiodarli e condannarli, ci hanno consigliato per il momento di sospendere ogni azione legale contro di loro, ma noi siamo come quell’indiano che siede accanto al fiume che scorre, aspettando il passaggio del cadavere del suo nemico.
Quel giorno, prima o poi, arriva…

Cosa dire alla fine di un anno?
Che siamo state truffate da dei ladri di polli.
Altro tempo non vale consumare per descriverli.

 

 

 

 

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