naviganteE come ogni giorno, quando mi è possibile, anche oggi alle sei del mattino ero con la mia tazza di caffè davanti al pc che si connetteva al Web.

È da più di 18 anni che navigo la Rete, leggendo e lasciando a mia volta Bread Crumbs.
Oggi, ma non solo da oggi, ho provato molto forte una sensazione di inadeguatezza, una carenza insuperabile per quella strana cosa chiamata essere umano, che anche io sono.
La dirò come mi viene, senza purgarla dal media culturale.


Mesi fa, Google ha lanciato una sua formidabile iniziativa: un paio di occhiali -i Google Glass– che permettono all’utente di traslare immediatamente sul web tutto ciò che colpisce la sua attenzione.
Qualcuno, leggendo la news, sarà sbiancato chiedendo a gran voce il rispetto della Privacy… Io l’ho letta e archiviata come la notizia di un altro sviluppo tecnologico, e dato che sono una persona curiosa ho anche pensato: mi piacerebbe provarli.
Oggi quegli occhiali mi sono tornati in mente e ne ho immaginato un possibile sviluppo: ad essere connesso con il Web, per me, sarebbe auspicabile porre il nostro cervello.
L’esempio è diretto e contestualizzato, e potrebbe finalmente liberarmi da questa sensazione di inadeguatezza che vado a spiegare…

I Surf... The WEB!
I Surf… The WEB!

Da stamani alle 6,00 (ora sono circa le 11,00) ho letto articoli e Post che, grossomodo, potrebbero equivalere a circa 50 pagine, un intero quotidiano, ma… Ma così multiforme e sfaccettato da renderne praticamente impossibile una catalogazione.
Sono una lettrice attiva reagisco quindi in modo molto deciso sia intellettualmente sia empaticamente, e per molte di queste mie letture (di immagini e video oltreché testuali) avrei voluto scrivere un commento, buttar giù il pensiero/reazione che mi hanno suscitato.
Ma la navigazione, il percorso labirintico tra i Link è vertiginoso e se ti fermi… Se ti fermi sei perduto!

Scherzi a parte, qualche volta lo fai, ma altre sei troppo preso dal successivo che non riesci a darti il tempo per scrivere-commentare-cliccare/mi/piace-apostrofare-criticare…
Ecco, il multitasking ha questo limite.
Già perché mentre girellavo per la Rete, ho anche sistemato in rilettura la Prefazione ad Anatomia di un @more [il mio ultimo romanzo], fatto colazione, guardato il tempo che c’è in confronto a quello previsto dai Meteo, e fumato un paio di sigarette.
Questo però è un multitasking a singhiozzo, con risorse limitate. Risorse temporali ridotte dallo spazio/tempo nel quale si consuma la nostra esperienza in acquario e risorse fisiche limitate dall’uso di sole quattro dita per scrivere su una tastiera.

O.K. a voi l’idea di una connessione diretta da Cervello a Web non piace?
Amici come prima, e buona giornata o…
… o -come dico agli amici di Feisbuchiani- …
Buona giornata,
…E la vita vi sia lieve
Flami

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