21 gennaio 2017

C’è sempre qualcosa che mi attrae e mi rigetta dell’inverno.

Mare del Nord
Inverno, mare del Nord

Quelle poche ore di luce, ad esempio, che mi conciliano la scrittura, tra le mura protette di un interno. Ma il freddo, la frustata del gelo, mi annichilisce. Da sempre, fin da bambina, io sono stata “una da mezze stagioni”.
Quest’inverno, che sto trascorrendo in una regione del nord Europa, ha per me – nata e vissuta a lungo a Roma, un sapore particolare. A dargli questo gusto diverso è anche la pubblicazione di un Thriller che ho scritto a latitudini diverse, e ambientandolo in luoghi ancora differenti. Roma, la mia amatissima città. Ora davvero molto lontana.

 Grazie alla mia condizione di “straniera” dispongo di molte solitudini, e quindi della possibilità di bighellonarmi con riflessioni al limite dell’esistenziale.

gabbiani
Gabbiani

Così i ricordi si affacciano improvvisi, restituendomi vissuti remoti. Le mie corse in motorino nel traffico caotico della Capitale, e i flash-back dei luoghi che amavo.
Quegli stessi luoghi che ho voluto ritrarre in “Inquietante delitto in Vaticano“. Il quartiere Coppedè, piazza Quadrata [così chiamata dai romani, ma che sugli stradari della città figura sempre come piazza Buenos Aires], e poi i grandi spazi di villa Ada, il parco che un tempo era dei Savoia.
C’è un po’ di nostalgia che va e viene, tra me e le pagine del mio ultimo romanzo, ma è una “nostalgia positiva”. Posso figurarmi di andare a prendere la macchina e mettermi in viaggio. Quante ore? Parecchie, ma poi so di potere, se voglio, tornare sui passi della mia ombra.
È questa la fortuna che abbiamo. Quella che non abbiamo purtroppo con le persone che perdiamo. Quelle semplicemente, irrimediabilmente che lasciamo lungo gli anni.
F.P.M.

 

Roma, il quartiere Coppedè

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